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Vita

Block 11 - 88% R.A.C.
Alex

Genesi della Band

Vediamo di scrivere (per inciso) la storia del Block 11.
In teoria, essendo quello che c’è sin dalla notte dei tempi, dovrei sapere TUTTO,
in pratica non mi ricordo un cazzo ma proverò comunque a scrivere qualcosa.

Era più o meno il 1992, di lì a poco mi sarei diplomato, non esisteva ancora internet
e soprattutto non esistevano ancora i social (porcodio che invenzione di merda).
Esistevano però i rapporti umani, le telefonate a casa (e non rispondeva mai il diretto interessato) e i rapporti umani diretti.
Si leggevano i quotidiani e da loro apprendevo cosa era successo e cosa sarebbe successo nella mia Catania.

Leggo un bel giorno di una conferenza sul tema “immigrazione” che si sarebbe tenuta presso la sede del Fronte Nazionale (Freda) e decido di esserci.
Lì incontro Seby (e tanta altra bella gente) e a conferenza finita dopo aver scambiato quattro chiacchiere, decidiamo che è giunto per Catania il momento di ascoltare un’altra musica.

Seby suona il basso, io la chitarra, mancano solo voce e batteria. Si rimedia facilmente ed ecco che arrivano Ricky alla voce e Marco ai tamburi.

Un paio di prove nella famosissima sala prove di Salvo Salice ed ecco nascere Rappresaglia e Alba Celtica. I Block 11 esistono!

Curiosità: Il nome Block 11 ce lo ha “suggerito” la lettura di uno dei tanti capolavori di Carlo Mattogno.

Passa qualche mese e decidiamo di registrare la prima demotape (quando ancora la musica si registrava su cassetta), e subito dopo ci viene data la possibilità di suonare live.
Ci esibiamo al Gazy Pub insieme ad un gruppo punk (Hematoma). Serata memorabile che finisce con l’immancabile rissa tra rocker e punk (e qualche skin).

Dopo qualche altro mese, tentiamo addirittura un’occupazione non conforme, che dura meno di uno sputo al sole, terminata la quale il gruppo subisce il primo cambio di line up.
Seby lascia Catania per trasferirsi in Slovenia (patria della madre) e Ricky decide di lasciare in toto la musica per dedicarsi ad arti marziali prima e regia di film horror di serie B poi.

Nel frattempo riceviamo la proposta di suonare ad un concerto organizzato dal VFS. Come fare senza bassista e cantante?
Il posto di bassista viene rilavato da Salvo V. (bassista del gruppo punk Dissolution ’77) mentre alla voce mi arrangio io (Alex).
Per il concerto arruoliamo anche Fabio S. alla seconda chitarra e il gioco è fatto.

Suoniamo il 6 o il 7 novembre, io il 9 parto alla volta di Potenza per fare il C.A.R.
Mi diverto a giocare ai soldatini finché non mi trasferiscono a Palermo (caserma E. Turba)
da lì ogni fine settimana lo passo in sala prove a Catania ed è così che esce “Brucia il Vascello”.
Durante il mio meraviglioso anno di servizio militare vengono registrate anche “Rappresaglia” e “Alba Celtica” con Fabio S. alle chitarre e Marco alla voce e batteria per la compilation “Fuori dal Ghetto”.

Arriva il congedo e si ritorna in piena attività. Passano mesi e anni e nell’ordine escono:
“Here We Are” – 2000
Made in Italy” – 2002
Europe Calls” – 2003
Last act of War” – 2006

Partecipiamo anche alle seguenti compilation:
Fuori dal Ghetto” – 1995
Best of Tuono Record” – 2001
This Time the World vol.1” – 2001
Europe Explosion” – 2002
Isenbek Musik” – 2005
Tribute to Legion 88” – 2007

In linea di massima questo è quello che abbiamo fatto dal 1992 al 2007.
Nel 2006 è nato il mio primogenito e nel 2007 ho lasciato definitivamente Catania per Modica (Rg).
Tutto è cambiato, anche Salvo ha avuto figli (anzi figlie), Marco pure e le vicissitudini della vita ci hanno divisi e portati lontano.

Ma come dice Lovecraft “non è morto cio che può vivere in eterno”… lo so la frase continua dicendo che “in strani eoni anche la morte può morire” ma a noi cosa importa? Ce ne freghiamo e tiriamo dritto! E come disse Mario Vanni “Viva Idduce il lavoro e la dignità, ritorneremo!”. 🙂

Bene, siamo giunti alla fine di questo racconto, ma non posso esimermi dal menzionare tre elementi fondamentali che nel corso degli anni si sono succeduti alle pelli al posto di Marco.
Il primo è Filippo B. detto “Mokasa” (lui sa perché), il secondo (ma non meno importante) è Antonio R. e il terzo è Marco d.M. (ca si pessi).
Voglio ricordare qualcosa di ognuno di loro, vediamo cosa…
Di Filippo ricordo la Y10 con gli immancabili dream theater di merda nel lettore cd, il piatto china e la nonna immortale.
Di Antonio ricordo ca non era cosa.
Di Marco ricordo l’impegno e bonu cchiù.

Ok, questo è quanto. Lo so ho omesso l’inferno di roba, magari più in la dedicherò una parte di questo sito ai miei ricordi random ma fino ad allora questo è il massimo che posso produrre.

Pax et Bonum.

in fede
Alex M.